Pier Vittorio Tondelli


Pier Vittorio Tondelli

Pier Vittorio Tondelli nasce a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, il 14 settembre 1955. Studia al DAMS di Bologna, seguendo i corsi di Eco e Celati e conosce altri artisti della generazione italiana anni Ottanta, tra cui Andrea Pazienza, Freak Antoni degli Skiantos, Enrico Palandri.

Nel 1980 esce il suo primo romanzo, Altri libertini, in cui vengono narrate le vite di una ‘fauna’ scassata e scatenata che si muove nella provincia padana alla ricerca di una via d’uscita dallo squallore del quotidiano. La lingua è testimonianza della contemporaneità: Tondelli getta sul lettore la passività, la voglia di partecipare al mondo, la frustrazione, la ricerca di vie d’uscita alternative, attraverso un linguaggio forte e crudo: senza paura di esprimere la propria nudità, la lingua porta sulla pagina quel cammino di formazione fatto di grida d’aiuto e di speranza.

Parte poi per il servizio militare, periodo durante il quale scrive per “Il resto del Carlino” e la “Nazione” dieci cronache della vita in caserma sotto il titolo Il diario del soldato Acci. Questi scritti confluiranno nel suo secondo romanzo, del 1982, Pao Pao.

Nel 1985 pubblica Rimini con l’editore Bompiani, romanzo accolto dalla critica come ‘giallo di consumo’, e con il quale dà adito a feroci polemiche, ma che ottiene un grande successo di pubblico e di vendite. Scrive Tondelli: «Voglio che Rimini sia come Hollywood, come Nashville cioè un luogo del mio immaginario dove i sogni si buttano a mare, la gente si uccide con le pasticche, ama, trionfa o crepa. Voglio un romanzo spietato sul successo, sulla vigliaccheria, sui compromessi per emergere. Voglio una palude bollente di anime che fanno la vacanza solo per schiattare e si stravolgono al sole, e in questa palude i miei eroi che vogliono emergere, vogliono essere qualcuno, vogliono il successo, la ricchezza, la notorietà, la fama, la gloria, il potere, il sesso. E Rimini è questa Italia del “sei dentro o sei fuori”. La massa si cuoce e rosola, gli eroi sparano a Dio le loro cartucce.» (giugno 1984)

Nel 1986 pubblica Biglietti agli amici per le edizioni Baskerville, un libro “personale”, concepito in una prima tiratura di sole 24 copie, quanti sono gli amici destinatari dei biglietti e le ore del giorno.

Nel 1989 pubblica Camere separate, salutato dalla critica come ‘romanzo della maturità’; scrive Tondelli che è  «il canto di una persona sola che riflette, che riassorbe tutto il proprio passato, che si proietta nel futuro, nelle proprie esperienze».

Nel 2001 esce postumo Un weekend postmoderno: il romanzo si compone di due volumi: Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta’ e L’abbandono. Racconti dagli anni Ottanta. Tondelli lo descrive come «un viaggio per frammenti, reportage, illuminazione interiori, riflessioni, descrizioni partecipi e dirette, nella parte degli anni Ottanta più creativa e sperimentale. È un viaggio nella provincia italiana, fra i suoi gruppi teatrali, fra i suoi artisti, i filmaker, i videoartisti, le garage band, i fumettari, i pubblicitari, la fauna trend che da Pordenone a Lecce, da Udine a Napoli, da Firenze a Bologna ha contribuito a rivestire quegli stessi anni Ottanta, vacui e superficiali in apparenza, di contenuti e sperimentazioni, al punto da proporre, come capitale morale del decennio, non più una città, ma l’intera provincia italiana».

  1. Nessun commento ancora.
(non verrà pubblicata)