15 Luglio – Alberto Patrucco

Venerdì 15 Luglio
Scuderie di Palazzo Gonzaga
ore 21:00
ingresso libero
Chi non la pensa come noi è prima di ogni altra cosa un incontro. Quello tra la verve satirica di Alberto Patrucco e il caustico disincanto poetico di Georges Brassens. È il frutto dell’intenso percorso compiuto tra le parole e la musica di un artista unico, dotato di genialità e ironia senza eguali; di certo il più raffinato e pungente cantautore francese del secolo scorso. Un incontro tra satira parlata e satira cantata, senza che una dimensione prevarichi l’altra, sul filo di emozioni da anni dimenticate e finite sotto spirito.
I monologhi si intrecciano a una selezione di canzoni mai tradotte in italiano prima d’ora e preservate nei loro significati da una traduzione accurata, che ha ottenuto il consenso degli eredi di Brassens. Enrico de Angelis, responsabile artistico del “Club Tenco”, in proposito commenta: «Sappiamo tutti quali complessità armoniche e difficoltà musicali di canto presenta Brassens. Le versioni di Alberto sono ritmicamente e metricamente ineccepibili, fedeli quindi formalmente, ma nello stesso tempo fedeli nei contenuti».
La proposta di Patrucco, tuttavia, si allontana in parte dal solco originario. Da quella minimale e propria dell’autore – voce, chitarra e contrabbasso – si passa, senza travisamenti, a una lettura musicale più articolata e ampia, sconosciuta in Italia fino ad ora. Merito degli inediti arrangiamenti di Daniele Caldarini, che mettono in primo piano la profondità della musica di Brassens, forse mai adeguatamente riconosciuta. Chi non la pensa come noi è un viaggio alla ricerca dei tanti tesori presenti nell’opera di questo straordinario autore. Un percorso che mette in risalto, nonostante in taluni casi le canzoni originali siano state scritte oltre mezzo secolo fa, una sorprendente sintonia col presente e che ci restituisce, grazie ai molteplici piani d’ascolto sedimentati nel tempo, tematiche, se possibile, ancor più affilate dal confronto con la quotidianità dell’oggi.
Niente celebrazioni brassensiane, dunque, bensì l’idea di unire, seppure in epoche storiche diverse, sensibilità tanto affini; punti di vista che coesistono in perfetta armonia, proprio grazie al tessuto connettivo della musica.
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